20 Settembre 2020
news

Europei indoor: il bilancio. Il presidente Giomi e il Dt Magnani avevano visto giusto

04-03-2013 17:02 - news generiche
Agli Europei Indoor in Svezia la squadra azzurra ha conquistato 5 medaglie: 1 oro con Emanuele Greco nel triplo con 17,70; 1 argento con Paolo Dal Molin nei 60 ostacoli, nuovo record italiano; e 3 bronzi: con Michael Tumi con sui 60 con 6"52, con Veronica Borsi sui 60 ostacoli con 7"94 record italiano dopo il 7"96 della stessa Borsi in semifinale che era a sua volta record italiano; Simona La Mantia nel salto triplo con 14,26. Il direttore tecnico Massimo Magnani alla vigilia delle competizioni pronosticava: "Possiamo vincere quattro medaglie" (Gazzetta dello Sport di venerdì 1 marzo).
L´Italia ha "piazzato" dieci finalisti (nei primi otto classificati), e ottenuto 51 punti complessivi (otto punti al primo, uno all´ottavo) nella classifica a squadre.
Come riporta anche l´Ansa "l´atletica italiana si riscopre più giovane e sulla via della riscossa, come sperava il nuovo presidente federale Alfio Giomi".
La spedizione targata Fidal ha chiuso Goteborg 2013 all´ottavo posto sia nel medagliere (dominato come sempre dalla Russia) sia nella classifica a punti (idem).
Il dato più significativo è quello dei finalisti: se si escludono, infatti, le edizioni casalinghe di Torino 2009 e Genova 1992, dove però si era fatta anche una programmazione diversa dal momento che si giocava in casa, bisogna tornare indietro a Glasgow 1990 (12 finalisti) per trovare l´Italia in doppia cifra: 23 anni fa. A Genova l´Italia piazzò 26 atleti nei primi otto, a Torino 15, ma anche in occasione di Birmingham 2007, quando le medaglie furono 6, 3 tre delle quali d´oro, i finalisti italiani furono nove.
"Insomma - riporta Fidal.it ripreso anche dall´agenzia Ansa - esiste una profondità di squadra che, sommata alla giovanissima età dei finalisti (minore di 25 anni, schede biografiche alla mano), fa davvero ben sperare per il futuro. Al di là dei numeri, al di là delle statistiche, che sono comunque più che lusinghieri, ciò che colpisce sono due cose: la prima, è la qualità, il livello tecnico dei risultati che hanno portato al top gli atleti italiani (per fare esempi concreti: il 17,70 di Daniele Greco, miglior prestazione mondiale 2013; il 6"52 di Michael Tumi; i record nazionali di 7.94 e 7.51 degli ostacolisti Veronica Borsi e Paolo Dal Molin); la seconda, che probabilmente colpisce anche di più l´immaginario collettivo, il fatto che per molti di questi atleti si sia trattato di una prima volta sul podio, o in una finale, nella propria carriera (Borsi, Dal Molin, Tumi, lo stesso Greco, che già era stato quarto ai Giochi olimpici, ma anche la Viola, e la stessa Trost, quarta). Qualità tecnica, volti nuovi: in una parola, rinnovamento.
"Le pepite d´oro - prosegue l´Ansa - sono tante: non vanno dimenticati, oltre a quelli già citati, Gianmarco Tamberi, detto ´the fighter´ per la sua capacità di affrontare le competizioni, e Roberta Bruni, la cui rabbia palpabile per la mancata qualificazione alla finale dell´asta (a soli 18 anni...) è un segnale eloquente per il futuro. E l´iniezione di nuova linfa su una squadra che, lista degli assenti alla mano, può contare ancora su uomini e donne di livello straordinario (solo un paio di nomi: Antonietta Di Martino e Fabrizio Donato, ma anche Andrew Howe) potrebbe produrre risultati interessanti. Nel frattempo, lo sport italiano può cominciare a coccolarsi Daniele Greco, già quarto a Londra, ed oggi, in forza del 17,70 di Goteborg, affermatosi come atleta in grado di competere sulla ribalta mondiale. Alla pari con tutti. E con un occhio ai Giochi olimpici di Rio".

Fonte: Carlo Carotenuto / Ufficio stampa Fidal / Ansa

Realizzazione siti web www.sitoper.it