20 Agosto 2019
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LA NASCITA DEL PALAZZO DELLO SPORT E DELLE INDOOR FIORENTINE

20-01-2010 - news generiche
La stagione delle manifestazioni indoor a Firenze è appena iniziata. La prima riunione si è svolta sabato scorso 16 gennaio nell´impianto al coperto annesso allo Stadio "Luigi Ridolfi" che ospiterà altre prove fino a tutto il mese di gennaio.
Poi l´attività indoor fiorentina si sposterà al "Nelson Mandela Forum", per concludersi nella seconda parte del mese di febbraio da dove era iniziata e cioè nell´impianto al coperto del "Ridolfi".
Ma quando ha avuto inizio l´attività indoor nella nostra città e dove si è sviluppata?
Questa volta la risposta non la troviamo nella notte dei tempi, ma basterà fare un salto indietro di "soli" venticinque anni per soddisfare la nostra, e la vostra, curiosità.
Infatti fra pochi giorni saranno trascorsi proprio cinque lustri da quel 6 febbraio del 1985 quando la città di Firenze, anche per una serie di circostanze fortuite legate ad un non "perfetto" progetto dovette rinunciare ad avere una grande piscina con tanto di trampolino olimpionico, e dotarsi di un "palazzo dello sport".
La mattina di quel 6 febbraio migliaia di giovanissimi furono convogliati sulle tribune del nuovissimo palasport per assistere alla inaugurazione dell´impianto fortemente voluto dalla Amministrazione Comunale.
Madrina dell´evento la bionda Gabriella Dorio, la grande mezzofondista italiana che solo l´anno prima a Los Angeles aveva vinto l´oro olimpico dei 1500 metri.
I discorsi di circostanza furono pronunciati da Primo Nebiolo, presidente della F.I.D.A.L., dal ministro del Turismo e dello Spettacolo Lelio Lagorio e dall´assessore Francesco Bosi del Comune di Firenze.
Al mattino i giovanissimi e rumorosi spettatori potettero assistere a gare di atletica a livello promozionale e a esibizioni di altrettanto giovani ginnasti.
Ma il piatto forte della giornata inaugurale era stato riservato per la sera in quanto la F.I.D.A.L. toscana, di concerto con quella nazionale, aveva organizzato la disputa di un meeting internazionale indoor.
Il Palasport fiorentino, nato come sopra detto per altre destinazioni, non aveva consentito la collocazione di una pista tradizionale (200 metri), ma i progettisti avevano dovuto ripiegare su un anello di soli 160 metri e sei corsie centrali.
Sulla pista multicolore si dettero appuntamento un bel numero di campioni italiani e stranieri che sfornarono prestazioni di grande valore.
L´inizio delle gare fece registrare subito un risultato clamoroso. La marciatrice romana Giuliana Salce, aspirante vigile urbano, la prima grande interprete della marcia femminile italiana che in seguito ci avrebbe dato tante soddisfazioni, fu la protagonista di una gara di marcia sui 3000 metri inserita all´ultimo momento nel programma della manifestazione. Con il solo aiuto della nipote (Santinelli), la Salce era venuta a Firenze con la seria intenzione di dare l´assalto alla migliore prestazione indoor sui 3 chilometri che apparteneva alla russa Olga Yarutkina (12:46.8). Ma non pensava di doversi trovare a gareggiare su una pista di 160 metri; la distanza spuria comportava un sensibile aumento dei giri di pista a tutto svantaggio dei concorrenti.
Ma quel giorno la Salce fu straordinaria e concluse la gara nel tempo di 12:31.57, nettamente migliore del record della russa.
Dopo la Salce fu Giovanni Evangelisti, bronzo a Los Angeles l´anno prima nel salto in lungo, a infiammare il pubblico fiorentino con un balzo, il quarto per la precisione, che lo vide atterrare a m. 8.14 e stabilire, sia pure di un centimetro, il nuovo limite italiano al coperto.
Ma la gara che "stregò" i fiorentini, incollandoli alle poltroncine del Palasport fino a dopo la mezzanotte, fu quella del salto in alto uomini. Il sovietico Aleksandr Kotovich, accreditato di un eccezionale 2 metri e 35 ottenuto a Vilnius il 15 gennaio di quell´anno, riuscì a salire a m. 2.30 avendo ragione di grandi protagonisti della specialità quali il cubano Sotomayor, futuro primatista mondiale outdoor e il tedesco dell´est Gerd Wessig, oro olimpico a Mosca nel 1980.
Alcuni altri nomi dei protagonisti di quella storica giornata fiorentina: i velocisti Antonio Ullo e Stefano Tilli dominatori dei 60 metri piani e l´astista Gianni Stecchi, idolo locale, che ingaggiò una aspra lotta con il bulgaro Yantchev, primo con m. 5,40, finendo al secondo posto con l´ottima misura di m. 5.30.
Fra le donne scesero in pista Antonella Capriotti, la pistoiese Tiziana Ponsicchi, Laura Rosati ma la grande attrazione fu la bulgara Ludmila Andonova, primatista del mondo con m. 2.07, che si aggiudicò il salto in alto superando l´asticella a m. 1,90.
Ma i dirigenti toscani della F.I.D.A.L. avevano fatto le cose in grande per celebrare degnamente l´evento legato alla inaugurazione del nuovo Palasport.
Infatti tre giorni dopo la inaugurazione vera e propria si disputò l´incontro internazionale indoor maschile e femminile juniores fra le nazionali di Francia e Italia.
Era la quarta volta che le due nazionali si incontravano. Tre volte avevano vinto i nostri juniores mentre le ragazze non avevano mai superato le coetanee transalpine.
La tradizione continuò ad essere negative per la squadra femminile, sconfitta per 51-47, mentre i ragazzi si imposero ancora per 83-60.
Da segnalare due primati italiani di categoria fra le ragazze. Annarita Balzani portò il limite dei 60 metri piani a 7.41, mentre l´allieva quindicenne Rosanna Morabito corse gli 800 metri in 2:08.73.
Fra i ragazzi si mise in bella evidenza il fiorentino Sieni che lanciò il peso a m. 15.43 e l´astista Beda che valicò la misura di 4,80. Grande prova del mantovano Daniele Pagani nel salto in alto con m. 2,22, mentre Michele Lazzazzera si impose nei 100 e nei 200 metri, imitato dall´abruzzese Giovanni De Benedictis che si impose con autorità nei 5 km di marcia (21:19.84).
Una grande festa per l´atletica con molti fiorentini a tifare per gli azzurri.
Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Il Palasport ha cambiato nome (Nelson Mandela Forum), la pista e le pedane risentono dell´usura del tempo. Esigenze di sicurezza hanno ridotto le distanze sulla pista centrale (non si corrono più i classici 60 metri bensì la distanza spuria dei 55 metri a complicare la vita agli...statistici). Tuttavia l´impianto fiorentino, nel preoccupante scenario della impiantistica indoor italiana, continua a recitare la sua parte e a consentire agli atleti toscani e non di svolgere un´attività invernale divenuta ormai inderogabile nei programmi agonistici.

Fonte: Gustavo Pallicca

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