20 Luglio 2019
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L´atletica toscana piange la scomparsa di Vittoriano Drovandi

01-07-2013 21:24 - news generiche
Un´immagine di Drovandi tratta da IlTirreno.geolocal.it
L´atletica italiana e segnatamente l´atletica toscana piangono la scomparsa prematura di Vittoriano Drovandi, nato a San Giuliano Terme nel 1941, già tre volte campione Italiano assoluto del salto in alto, col primo titolo conseguito nel 1964 all´Arena di Milano, 9 presenze in Nazionale assoluta ma soprattutto conosciuto come allenatore di saltatori, ultimi dei quali Andrea Lemmi e il giovane Filippo Lari.
Da sempre legato ai colori dell´Atletica Livorno e alla città labronica, lo scorso marzo Drovandi era stato premiato col Premio Toscana 2012 come tecnico dell´anno nella Festa dell´atletica toscana che si era svolta in Palazzo Vecchio a Firenze alla presenza del presidente federale Alfio Giomi e nel ricordo di Pietro Mennea.

Costernazione nel mondo dell´atletica tutta, tra la dirigenza della Fidal Toscana. Le società di atletica stanno in queste ore facendo pervenire i loro messaggi di solidarietà e cordoglio ai vertici dell´Atletica Livorno, al suo presidente Marco Marsi e al direttore sportivo Bruno Gabbi.

Le esequie di Vittoriano Drovandi si svolgeranno domani martedì 2 luglio alle ore 15 presso la camera mortuaria dell´ospedale civile in Viale Alfieri 48 a Livorno.

"E´ con dolore che apprendo della scomparsa di un uomo e di un grande atleta e tecnico - sottolinea il presidente della Fidal Toscana, Alessio Piscini -; il ricordo dei valori, della capacità e dei grandi risultati che hanno illuminato la carriera di Vittoriano Drovandi nell´atletica siano di esempio per tutto il movimento. Tutto il Comitato è vicino alla famiglia di Vittoriano, all´Atletica Livorno e ai suoi atleti."

"Ci piace ricordarlo con il suo sorriso sornione sotto il baffo alla Sandokan - riportano sul sito dell´Atletica Livorno - sempre pronto a dare a tutti i giusti consigli, disponibile a dire sempre di sì, corretto e retto. Ha vinto anche la sua ultima gara, fino ad una settimana fa era al "campo" dove diceva di stare bene, di ritrovarsi e di trovarci tanti amici - ed era vero -, purtroppo non ha vinto il campionato, questa volta l´asticella era troppo alta - la vita -.
Con la sua tenacia, la grinta silenziosa e la forza della testa e del cuore ha saputo stupire varie volte, specie nelle occasioni importanti. Tutti, da atleta, lo temevano e lo rispettavano, da allenatore lo stimavano e lo apprezzavano come specialista tra i migliori in Italia.
Il suo puntiglio, pur deciso, non soverchiava mai l´altro; era sempre disposto ad ascoltare e a confrontare le idee che gli altri ponevano sul tavolo. Rispettoso assoluto delle regole, anche quando queste non le condivideva e lo facevano arrabbiare, es. nuovi regolamenti di gara che complicavano una cosa semplice - diceva -.
Il grande "babbo", così conosciuto in Italia fin dai tempi bolognesi dell´ISEF e del G.S. Carabinieri, il grande maestro di tutti, va a riposare in pace tra gli onesti, tra le persone perbene, tra coloro che meritano il rispetto di tutti."



Si allega anche la scheda di Drovandi che era stata preparata in occasione della recente premiazione in Palazzo Vecchio.


Fonte: Carlo Carotenuto
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