24 Agosto 2019
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Maurizio Checcucci, nuovi velocisti crescono col campione fiorentino

13-02-2014 12:07 - news generiche
"Giocava a calcio come tornante nel Tavarnelle, la squadra della cittadina dove vive, e invece venne convinto da Renzo Avogaro a presentarsi al campo dell´Assi, dopo una selezione dei Giochi della Gioventù: e Maurizio è ancora lì che si allena su quella pista". Così inizia sul sito della Fidal la scheda di presentazione dell´azzurro della velocità, il fiorentino Maurizio Checcucci, che oltre alle 18 maglie azzurre indossate, tra i tanti allori in carriera e partecipazioni alle più importanti rassegne mondiali tra cui i Giochi olimpici di Sidney 2000, vanta la medaglia d´argento con primato italiano nella staffetta 4x100 di Barcellona 2010 di cui era il quarto frazionista. Il bronzo agli Europei Juniores del 1993 sui 200 metri è altro simbolo di una carriera lunga e foriera di soddisfazioni. Ora Maurizio oltre che allenarsi ha cominciato la carriera da allenatore. Un gruppo di velocisti (ma non solo) della categoria Allievi, da "sgrezzare" e da lanciare, con volano principale da insegnare la cultura del lavoro. "Agli Assi - spiega Checcucci - mi hanno chiesto di allenare il settore velocità Allievi. Per svecchiare un po´ l´ambiente, per rilanciare e rinnovare il settore agonistico: come idea mi è sempre piaciuto provare a trasmettere quello che ho imparato in questi anni, le mie esperienze. Per questo ho accettato volentieri la proposta". Maurizio resta comunque un atleta in attività con tutti gli svantaggi ma soprattutto i vantaggi che questo comporta: "Non è possibile allenarsi e allenare contemporaneamente. Per questo la mattina mi alleno per conto mio e faccio il mio lavoro, poi il pomeriggio mi alleno con loro e magari mostro anche di persona qualcosa all´occorrenza, qualche gesto tecnico: mi sembra la cosa migliore, avendone la possibilità, per rendere più efficace il messaggio comunicativo. Quanti sono i ragazzi? Una decina in tutto. C´è un interscambio. Cinque sono in gruppo permanentemente, altri ruotano e si dividono con altre specialità. No, non voglio indicare se tra loro c´è un talento che avrà sicuramente un futuro. Non sarebbe giusto verso gli altri. E poi anche perché di talenti alla Bolt non c´e nessuno. La filosofia del gruppo è che se si lavora con criterio e in modo organico, con umiltà e spirito di sacrificio i risultati possono arrivare. Siamo anche fortunati come strutture logistiche. Ci alleniamo sia agli Assi che nella struttura indoor del Ridolfi, un supporto logistico prezioso. Ti consente di non perdere un solo giorno di lavoro, nemmeno di inverno. Senza il Ridolfi avrei smesso di correre già cinque o sei anni fa, è un bel vantaggio. A volte se piove, siamo agli Assi e i ragazzi mi chiedono ´Cosa si fa ora?´ io rispondo loro che io comunque di inverno mi allenavo lo stesso, anche se non c´era il Ridolfi. Bisogna apprezzare quindi doppiamente questa comodità".
Checcucci il 26 febbraio finirà 40 anni, essendo nato nel 1974, ma la curiosità resta legata anche a quali sono gli obiettivi da atleta per quest´anno: "Vorrei solo riconfermare - spiega - i tempi dello scorso anno. Avevo fatto 10"37, proprio a ridosso dei campionati italiani. Poi ai Tricolori mi sono fatto male nel riscaldamento a addio sogni di far bene. Alla mia età del resto non si può essere troppo esigenti. Ogni anno, l´acciacchino che prima impiegava una decina di giorni per guarire ora necessità magari di un mese di lavoro differenziato. Ma lavoro per dire comunque la mia. Un ringraziamento particolare e importante va alle Fiamme Oro, la società per cui corro, che mi consente di allenarmi con serenità e che mi è vicina sempre".

Nella foto di Gianni Stecchi, Maurizio Checcucci presso l´impianto indoor del Ridolfi con una rappresentanza degli atleti che allena

Fonte: Carlo Carotenuto

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