17 Novembre 2019
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STORIE DI 30 ANNI FA

10-06-2011 17:02 - news generiche
Ricorrono oggi i 30 anni del primato del mondo degli 800 metri di Sebastian Coe sulla pista dello Stadio Comunale di Firenze.
Prima di ricordare questo evento che rimane fra le pagine più fulgide della storia dell´atletica, vediamo quale tradizione, a livello internazionale, ha avuto questa gara nel nostro Paese.
L´Italia ha sempre avuto un feeling particolare con il primato del mondo degli 800 metri, una delle specialità più affascinanti del programma dell´atletica leggera.
Il 15 luglio del 1939, quando già spiravano violenti i venti di guerra, all´Arena Civica di Milano (all´epoca con pista di 500 metri) si incontrarono le nazionali di Italia e di Germania per uno dei loro duelli diretti, gli unici ancora possibili dal momento che le altre nazioni da tempo si rifiutavano di affrontare i due paesi dell´Asse.
Uno degli atleti tedeschi più qualificato era Rudolf Harbig (Dresda, 8.11.1913) forte dell´oro degli 800 ottenuto a Parigi nel 1938 nella seconda edizione dei campionati europei e del bronzo conquistato tre anni prima ai Giochi di Berlino con la staffetta 4x400.
Harbig ingaggiò un acceso duello con il nostro Mario Lanzi, conducendo una gara di testa che lo portò a transitare ai 400 in 52.8. Il tedesco concluse la prova nel tempo di 1:46.6, demolendo il primato del mondo che apparteneva all´americano Sydney Wooderson (1:48.4).
Harbig cadde sul fronte ucraino il 5 marzo del 1944. Il suo primato durò sedici anni fintanto che il belga Roger Moens lo portò a 1:45.7 ad Oslo nel corso del meeting internazionale in programma al Bislett Stadium.
Nel 1973 l´Italia dell´atletica impazziva per Marcello Fiasconaro, il rugbista sudafricano di origini italiane che Primo Nebiolo aveva scoperto e trasferito nel nostro Paese.
Il 27 giugno di quell´anno, ancora una volta all´Arena Civica milanese (portata adesso ai regolamentari 400 metri) si disputò l´incontro internazionale che vedeva contrapposta l´Italia alla Cecoslovacchia, schierando Fiasconaro sugli 800 metri dopo che l´atleta aveva già fatto suo il primato dei 400.
Marcello tirò tutta la gara seguito come un´ombra del ceco Josef Plachy. Passò ai 400 in 51.2 per andare a concludere in 1:43.7 davanti a Plachy staccato a 1:45.7.
Fiasconaro conquistava quindi il primato del mondo togliendolo allo statunitense Rick Wohlhuter (1:44.6 ottenuto sulla distanza in yard).
Tre anni dopo ai Giochi di Montreal il cubano Alberto Juantorena strappava il primato a Marcello, fissando il nuovo limite a 1:43.5.
Negli anni ´70-´80 la Toscana era tutto un ribollire di meeting internazionali. Aveva cominciato Siena con il suo Meeting dell´Amicizia, seguita da Viareggio con il "Città di Viareggio". Firenze, capoluogo, non poteva certo rimanere inattiva. Ci pensò Giuliano Tosi, vicepresidente nazionale della Fidal, a lanciare il "Città di Firenze"per la organizzazione della Pro Sport, società che è tuttora in attività.
La stella del meeting doveva essere un giovanissimo velocista americano di cui si diceva un gran bene: Carl Lewis. Lewis vinse i 100 metri in 10.17 dopo che il tabellone elettronico, impazzito, aveva beffardamente segnato un 9.92, in seguito rettificato.
Non si era ancora spenta l´eco di questo evento contestato che l´attenzione dei presenti fu catturata dalla partenza della gara degli 800 metri alla quale era schierato il primatista mondiale della distanza: il britannico Sebastian Coe. L´uomo di Sheffield aveva ottenuto il primato sulla pista del Bislett Stadium, vero e proprio tempio dell´atletica, il 5 luglio 1979 correndo la distanza in 1:42.4 (1:42.33 non ancora ufficiale), migliorando l´1:43.4 ottenuto a Sofia da Juantorena (21 agosto 1977).
Il passaggio di Coe fu velocissimo. Il keniano Billy Konchellah, allora specialista del giro di pista, aveva condotta la danza passando ai 400 metri in 49.6 seguito da vicino dall´inglese.
Poi Sebastian si involò ai 500 metri spinto dall´urlo dei ventimila che gremivano lo Stadio Comunale di Firenze e terminò in piena spinta facendo fissare in 1:41.73 il tempo finale dalle tre cellule fotoelettriche posizionate sull´arrivo. Gli ultimi 400 metri furono percorsi in 52"0
Il tempo fu consacrato anche dal responso dei tre cronometri manuali che recitarono: 1:41.6 - 1:41.6 e 1:41.7.
Questa la progressione di Coe scandita ogni 200 metri: 24.4 - 25.3 (49.7) - 25.3 (1:15.0) - 26.7 (1:41.8).
Al secondo posto si classificò lo jugoslavo Dragan Zivotic in 1:47.41 mentre il keniano Konchellah che ebbe il merito di lanciare la gara su solo settimo in 1:51.92.
Ma Billy troverà in seguito anche lui molta gloria. Vinse infatti il titolo mondiale degli 800 metri a Roma nel 1987 e a Tokio nel 1991; a Stoccarda nel 1993 fu invece solo bronzo!
Il primato di Sebastian Coe di cui oggi celebriamo i 30 anni, resistette ben sedici anni. Infatti solo il 7 luglio del 1977 il keniano Wilson Kipketer lo uguagliò a Stoccolma in un meeting del Grand Prix IAAF, per poi ritoccarlo un mese dopo a Zurigo (13 agosto), facendo segnare lo storico 1:41.24, che divenne 1:41.11 undici giorni dopo a Colonia.
Sia a Zurigo che a Colonia fu in gara un Konchellah! Questa volta non era Billy, ma il figlio Patrick, che a Colonia corse in un eccellente 1:42.98.
Sebastian Coe nel 2003 tornò a Firenze in occasione della finale di Coppa Europa. Chiese di andare a rivedere la "sua" pista, la pista del suo primato del mondo. Nessuno ebbe il coraggio di dirgli che quella pista non c´era più, immolata al "Moloch Calcio" dei mondiali 1990, dei quali a Firenze nessuno ricorda le partite giocate. Ma del primato di Coe i vecchi appassionati, quelli che erano in tribuna in quella calda serata di inizio estate, in molti si ricordano!

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Fonte: Gustavo Pallicca

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